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PREVENZIONE INCENDI

Cassetta antincendio
I principali servizi offerti dal 
SIAC A. A. MUNTONI in materia di prevenzione incendi e gestione delle emergenze riguardano:
  • la predisposizione di pratiche di prevenzione incendi per l'ottenimento del C.P.I. per attività soggette al controllo dei VV.F elencate nel DPR n. 151/2011;
  • la redazione di perizie giurate per il rinnovo del C.P.I.;
  • la predisposizione o l'aggiornamento di piani per la gestione delle emergenze;
  • la determinazione del carico di incendio e la certificazione della resistenza la fuoco di strutture da parte di professionisti iscritti all'albo del Ministero dell'Interno;
  • la valutazione del rischio incendio ai sensi del D.M. 10/03/1998.
 
I professionisti del SIAC A. A. MUNTONI sono regolarmente iscritti all'albo dei professionisti abilitati del Ministero dell'Interno.
 
 
LEGISLAZIONE IN MATERIA DI PREVENZIONE INCENDI – Nuove regole

 

Il 22 settembre 2011 è stato pubblicato nella G.U. il Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi, a norma dell'articolo 49, comma 4-quater, del Decreto-Legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla Legge 30 luglio 2010, n. 122.

Il Regolamento di cui al DPR 151/2011 individua le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi e disciplina, per il deposito dei progetti, per l'esame dei progetti, per le visite tecniche, per l'approvazione di deroghe a specifiche normative, la verifica delle condizioni di sicurezza antincendio che, in base alla vigente normativa, sono attribuite alla competenza del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Nell'ambito di applicazione del Regolamento di cui al DPR 151/2011 rientrano tutte le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi riportate nell'Allegato I del regolamento stesso; la novità rispetto alla previgente normativa consiste nel fatto che le attività sottoposte ai controlli di prevenzione incendi si distinguono nelle categorie A, B e C in relazione alla dimensione dell'impresa, al settore di attività, alla esistenza di specifiche regole tecniche, alle esigenze di tutela della pubblica incolumità. Sono comunque escluse dall'ambito di applicazione del Regolamento di cui al DPR 151/2011 le attività industriali a rischio di incidente rilevante, soggette alla presentazione del rapporto di sicurezza di cui all'articolo 8 del D.Lgs. 17/08/1999, n. 334 e s.m.i.

Per quanto riguarda la valutazione dei progetti di prevenzione incendi - che di norma sono predisposti da professionisti esperti e iscritti ad un apposito albo del Ministero dell’Interno – il nuovo Regolamento prevede che gli enti ed i privati responsabili delle attività di cui all'Allegato I, categorie B e C – fatta eccezione, dunque, per le attività che ricadono in categoria A, in quanto ritenute a basso rischio di incendio - sono tenuti a richiedere, con apposita istanza, al competente Comando provinciale dei VV.F., l'esame dei progetti di nuovi impianti o costruzioni nonché dei progetti di modifiche da apportare a quelli esistenti, che comportino un aggravio delle preesistenti condizioni di sicurezza antincendio.

I progetti di prevenzione incendi  dovranno essere corredati dalla documentazione prevista da un apposito decreto – ancora da emanarsi – ed avente la finalità di garantire l'uniformità delle procedure, nonché la trasparenza e la speditezza dell'attività amministrativa, le modalità di presentazione delle istanze oggetto del Regolamento e la relativa documentazione da allegare. Fino all'adozione del decreto ministeriale di cui all'articolo 2, comma 7 del DPR 151/2011, si applicano le disposizioni del decreto del Ministro dell'interno in data 4 maggio 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.104 del 7 maggio 1998, recante disposizioni relative alle modalità di presentazione ed al contenuto delle domande per l'avvio di procedimenti di prevenzione incendi, nonché all'uniformità dei connessi servizi resi dai Comandi provinciali dei vigili del fuoco

Il Comando, nelle previsioni del legislatore nazionale, dovrà esaminare i progetti delle attività ricadenti nelle categorie B e C ed entro 30 giorni potrà richiedere documentazione integrativa; tutto ciò premesso, il Comando provinciale dei VV.F. si dovrà pronunciare sulla conformità dei progetti alla normativa ed ai criteri tecnici di prevenzione incendi entro 60 giorni dalla data di presentazione della documentazione completa.

Tutte le attività di cui all'Allegato I del Regolamento – ivi comprese, pertanto, quelle ricadenti nella categoria A – presentano, prima dell'esercizio dell'attività, istanza per l’effettuazione dei controlli al competente Comando provinciale dei VV.F. mediante segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), corredata dalla documentazione prevista dall’emanando decreto; il Comando verifica la completezza formale dell'istanza, della documentazione e dei relativi allegati e, in caso di esito positivo, ne rilascia ricevuta, provvedendo nei tempi previsti dal Regolamento a effettuare i sopralluoghi  per accertare il rispetto, da parte del soggetto richiedente, delle norme di prevenzione incendi.

Il nuovo Regolamento prevede che il titolare dell’attività soggetta al controllo dei VV.F. ottenga un’attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio. In pratica il titolare delle attività di cui all'Allegato I del Regolamento è tenuto ad inviare al Comando, con cadenza quinquennale (tranne che per le attività di cui ai numeri 6, 7, 8, 64, 71, 72 e 77 dell'Allegato I del Regolamento, per le quali la cadenza è elevata da 5 a 10 anni) una dichiarazione attestante l'assenza di variazioni alle condizioni di sicurezza antincendio corredata dalla documentazione prevista dall’emanando decreto di cui all'articolo 2, comma 7 del Regolamento stesso; il Comando rilascia contestuale ricevuta dell'avvenuta presentazione della dichiarazione.

Gli enti e i privati responsabili di attività di cui all'Allegato I del regolamento hanno l'obbligo di mantenere in stato di efficienza i sistemi, i dispositivi, le attrezzature e le altre misure di sicurezza antincendio adottate e di effettuare verifiche di controllo ed interventi di manutenzione secondo le cadenze temporali che sono indicate dal Comando nel certificato di prevenzione incendi (CPI) o all'atto del rilascio della ricevuta a seguito della presentazione della SCIA di cui all'articolo 4, comma 1, del Regolamento nonché di assicurare una adeguata informazione dei lavoratori sui rischi di incendio connessi con la specifica attività, sulle misure di prevenzione e protezione adottate, sulle precauzioni da osservare per evitare l'insorgere di un incendio e sulle procedure da attuare in caso di incendio.

I controlli, le verifiche, gli interventi di manutenzione e l'informazione dei lavoratori devono essere annotati in un apposito registro antincendio a cura dei responsabili dell'attività; esso deve essere mantenuto aggiornato e reso disponibile ai fini dei controlli di competenza del Comando.

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