07 RADON FREE - Radiation Monitoring

Radon Free - Radiation Monitoring
RADON FREE 
è un gruppo di lavoro interdisciplinare si propone di affrontare tutte le problematiche connesse con la presenza del gas radioattivo radon negli edifici destinati ad ambienti di vita (civili abitazioni, scuole, ospedali, case di cura, ludoteche) e ad ambienti di lavoro.

Il coordinatore di RADON FREE è il dott. ing. Andrea Alessandro MUNTONI, attualmente coadiuvato dal dott. biologo Emanuele Pascariello.


Radon Free Group
RADON FREE si propone di promuovere, tra i professionisti e i soggetti deputati a legiferare e pianificare l’uso del territorio, una nuova cultura della prevenzione e della progettazione; la concentrazione di radon, anche laddove è presente nel suolo e nelle rocce in elevata concentrazione, può essere ridotto e mantenuto, all’interno degli edifici, entro valori tollerabili mediante l’adozione di misure tecniche e organizzative, fermo restando che la miglior forma di prevenzione è non costruire edifici nei terreni in cui vi siano altissime concentrazioni di gas radon e se non se ne può fare a meno, progettare e realizzare nuovi edifici o sottoporre a risanamento quelli esistenti nel rispetto di criteri di progettazione per il contenimento e la mitigazione degli effetti sulla salute degli occupanti.


Il Radon (Rn) è un elemento chimico gassoso inerte. 
L’Uranio 238 è il nuclide responsabile della produzione del Radon 222 (222Rn), che rappresenta l’isotopo (radioattivo) del radon di maggiore rilevanza ai fini del rischio per la salute dell’uomo.
Il radon è un agente cancerogeno cui si attribuisce l'isorgenza del cancro al polmone; è la seconda causa di tumore dopo il fumo di sigaretta.
Il radon è un gas più pesante dell’aria (è circa 8 volte più pesante dell’aria e per questa sua caratteristica tende ad accumularsi negli ambienti confinati e quindi anche nelle abitazioni, negli ospedali, nelle scuole), è incolore e inodore alle normali condizioni di pressione e temperatura.
Nei luoghi chiusi (case, scuole, ospedali, ambienti di lavoro, ecc.) il gas radioattivo radon può arrivare a concentrazioni molto pericolose per la salute umana.
Il radon viene generato continuamente da alcune rocce della crosta terrestre e principalmente da lavetufiargillepozzolane e graniti.
Il radon è frequentemente presente nelle falde acquifere come gas disciolto; alcune acque termali ne contengono quantità apprezabili. 
Il suolo è responsabile di circa l’80% del radon presente sul pianeta Terra, l’acqua del 19% e le altre fonti solo dell’1%.
Il radon si può e si deve misurare negli ambienti civili e negli ambienti di lavoro, così come prevedono le raccomandazioni europee e la legislazione italiana (D.Lgs. 230/1995).
La misura del radon deve essere effettuata con strumenti di alta precisione da parte di personale competente ed esperto.
La valutazione del rischio di esposizione della popolazione e dei lavoratori deve essere effettuata da parte di professionisti (ingegneri ambientali, ingegneri chimici, chimici, biologi, geologi) con elevate competenze e conoscenze in materia di radiazioni ionizzanti, radioattività naturale, biologia, chimica, geologia, fisica e ingegneria civile, anche al fin di studiare attentamente il fenomeno a livello locale e progettare e suggerire tutte le misure tecniche e organizzative di prevenzione e protezione oggi note e applicate, in primis, negli Stati Uniti.
Nel 1990 l’Unione Europea ha emanato una specifica raccomandazione, che prevede i seguenti valori limite di concentrazione del gas radon in aria: 400 Bq/m^3 (leggi 400 Becquerel per metro cubo) per gli edifici costruiti prima del 1990 e 200 Bq/m^3 per gli edifici costruiti dopo tale data. Il gas radioattivo radon può essere misurato mediante opportuni strumenti al fine di verificare se nell’ambiente considerato l’attività radioattiva sia compatibile con la raccomandazione europea e, soprattutto, col valore limite di soglia raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), che ha fissato pari a 100 Bq/m^3 il valore di concentrazione del gas in aria all’interno degli edifici. Si segnala che è stato di recente emanato il Decreto Legislativo 31 luglio 2020, n. 101 "Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117. (20G00121) (GU Serie Generale n.201 del 12-08-2020 - Suppl. Ordinario n. 29); il provvedimento è entrato in vigore il 27/08/2020.